If you don’t have a mentor, find one.

Remember that your present self is the result of every thought you’ve thought and every decision you’ve made throughout your life so far. Your best thinking has got you to where you are now.
If you’re not totally happy with where you are now, it means that your own thinking has failed you to some extent.

Web Hosting

By finding a mentor and picking their brain, you can access the strategies that will take you to where you want to be.

Remember that your present self is the result of every thought you’ve thought and every decision you’ve made throughout your life so far. Your best thinking has got you to where you are now.

If you’re not totally happy with where you are now, it means that your own thinking has failed you to some extent. By finding a mentor and picking their brain, you can access the strategies that will take you to where you want to be.

In this video, filmed at the Platinum Mastermind in Kota Kinabalu, Malaysia, Nik Halik suggests the 2 most important questions to ask of your mentor.

WHAT TO ASK YOUR MENTORS

Don’t ask your mentor, “How did you make your money?” That’s what everyone wants to ask, but it’s not going to help you as much as you might think. It rarely means you can simply replicate the same actions and get the same results as them.

Instead, ask them these two questions:

1. What were your failures?
2. What would you do differently?

These questions will uncover the opportunities that you can capitalize on. If you wanted to, you could even interview a collection of different mentors, ask them these questions and sell it as an information product.

BOB PROCTOR ON MENTORS

You will be hard-pressed to find any wealthy person who does not credit their success to having good mentors.

Bob Proctor believes the course of his whole life changed dramatically because he had the right mentors. He describes mentorship as a “direct pipeline from their mind to yours,” and a way to access all of their wisdom, experience and studying in a short period of time.

Why reinvent the wheel and learn those lessons through making your own mistakes, when you can learn from someone else’s mistakes a lot faster?

WARREN BUFFETT ON MENTORS

Warren Buffett, one of the richest people on the planet, believes he is fortunate to have had some great mentors in life.

He names his early mentor Ben Graham, his business partner Charlie Munger and even his board of directors as some of his most valuable business and investing influences.

Select people who have the qualities you admire. Study them and speak with them, and have the belief that you can develop the same qualities for yourself.

PNL Programmazione Neuro Linguistica

La PNL, Programmazione Neuro Linguistica, può essere definita come un “manuale d’uso del cervello” o come un “software per il cervello”.

La Programmazione Neuro-Linguistica si occupa quindi dello studio della struttura dell’esperienza soggettiva e di quello che può essere calcolato da esso.

Web Hosting

La sua convinzione di base e la sua promessa è che le strategie efficaci di pensiero possono essere identificate, assunte e utilizzate da chiunque lo desideri.
La PNL è nata dal frutto di anni di ricerche, compiute da Richard Bandler e John Grinder, orientate a scoprire quali fossero gli elementi comportamentali e linguistici che permettevano a psicoterapeuti di orientamento teorico diverso, come Fritz Perls, Milton Erickson e Virginia Satir, di avere una costanza di risultati positivi talmente rilevante.
I risultati sono stati l’individuazione di una serie di strategie comportamentali e di modelli linguistici specifici e riproducibili.

La figura del Coach

Il coach è un facilitatore. E’ la figura professionale che aiuta il cliente a costruire il futuro desiderato e ad attivare le risorse necessarie perchè  quel futuro diventi realtà.

Web Hosting

Il coach stimola il cliente ad esprimere il suo massimo potenziale, lo accompagna e lo sostiene fino al raggiungimento dei suoi obiettivi senza dargli soluzioni preconfezionate e senza sostituirsi a lui.
Per fare un esempio sul lavoro e la metodologia del coach prendiamo una storia che amava raccontare Milton Erickson, uno dei più grandi terapeuti di tutti i tempi: “Come si fa a condurre un cavallo, trovato libero in un bosco, alla sua stalla?
E’ sufficiente mantenerlo sul sentiero. Ad ogni bivio saprà lui che direzione prendere.

Daniele Popolizio

Il Prof. Daniele Popolizio è nato a Roma il 27 Aprile 1977. E’ specialista psicoterapeuta e Mental Coach, consulente del Circolo Canottieri Aniene di Roma e di diverse società professionistiche, oltre che di campioni italiani dello Sport (Federica Pellegrini, Carolina Kostner, Filippo Magnini solo per citarne alcuni).

E’ Responsabile del Progetto Sport Europeo per l’ UE dal 2004.
Esercita dal 2002 attività di consulenza, formazione, pubblicazioni, interventi specialistici per radio, TV, riviste e quotidiani nazionali. E’ stato titolare della cattedra di Psicologia dello Sport Università Europea di Roma, prima ed unica in Italia presso una Facoltà di Psicologia.
E’ docente Master Sole 24 Ore dal 2010.
E’ Presidente CENPIS dal 2011.
Il Prof. Daniele Popolizio è il primo Mental Coach riconosciuto con merito per i Paesi dell’Unione Europea, specialista per i meccanismi di performance, le strategie mentali e le competenze relazionali.

PNL : IL CERCHIO DELL’ECCELLENZA

Poichè la PNL ha un’applicazione pratica molto efficace e può essere applicata anche a livello personale con semplici esercizi, ve ne proponiamo una serie applicabili a tutti gli ambiti della vita quotidiana.
IL CERCHIO DELL’ECCELLENZA
Il cerchio dell’eccellenza è uno spazio virtuale che in PNL viene arricchito di stati emozionali potenzianti. E’ una semplice e potente tecnica che usa la nozione di ancora spaziale.

Web Hosting

Crea uno cerchio sul pavimento, ovunque credi. Dagli un colore se preferisci. Entrando nel cerchio dell’eccellenza è come entrare in uno spazio magico, pieno di stati emozionali risorsa, come per esempio, tranquillità, forza, equilibrio, energia, serenità, amore, gioia… Questi stati emozionali risorsa devono essere ancorati al cerchio dell’eccellenza la prima volta che lo crei, a tuo piacimento. Di modo che, dopo aver stabilito come lo vuoi e dopo aver ancorato più volte gli stati emozionali utili al cerchio, lo potrai usare quando ne senti la necessità. Immagina di poterlo usare prima di un colloquio di lavoro, o prima di una telefonata di vendita, o prima di una discussione difficile che devi affrontare, o prima di una sfida, prima di un momento difficile… Per rendere forti e indissolubili gli stati emozionali all’interno del tuo cerchio dell’eccellenza, usa il tuo sistema rappresentazionale, cioè i tuoi sensi: arricchisci di immagini, suoni, parole, sensazioni forti i vari stati emotivi che vuoi ancorare al cerchio. Ripeti questa operazione più volte la prima volta e poi per qualche giorno successivo, in modo da segnare l’ancora e renderla forte.
CHANGE PERSONAL HISTORY Questo è un processo usato per rimuovere emozioni negative nel passato e per fornire risorse a esperienze passate, o meglio alla percezione e al ricordo di esse.
La tecnica di change personal history utilizza la linea del tempo (o time line), spesso è usata con delle semplici ancore cinestesiche, ripercorrendo gli eventi passati sulla linea del tempo, dando risorse ai momenti difficili e riconoscendo che si è fatto tutto il possibile con le risorse a disposizione in quel momento.
Ecco uno schema di Change Persona History usando ancore cinestesiche:
cerca una situazione spiacevole e valutata in una scala da 0 a 10 con un rate medio-basso per le prime volte in cui provi la tecnica. Si tratta di una situazione che si riporta dal passato e che non vuoi più portare con te nel futuro
pensa allo stato e situazione da abbandonare definitivamente nel passato e pensaci intensamente, a cosa senti dentro e a cosa ti infastidisce di questo, quando ti trovi ad intensità emotiva, ancora la situazione negativa premendo insieme il pollice e l’indice della mano destra
rilascia e scuoti il corpo, questo serve per uscire dallo stato e distrarre le sensazioni dentro nonchè il pensiero. Ora testa l’ancora premendo le dita insieme e valutando se premendo il pollice con l’indice destro ritorna lo stato da cambiare.
Web Hosting
Immagina una linea del tempo ipotetica, dove, per esempio, alla tua sinistra si estende il tuo passato e alla tua destra si estende il tuo futuro e dove ti trovi c’è il presente.
Mantieni l’ancora dello stato da cambiare attiva e ripercorri il passato, torna indietro dall’oggi fino a tappe precedenti che si ritrovano in questo stato/atteggiamento/pensiero/comportamento. Cosa devi fare ora è notare la differenza di intensità dell’ancora tra le varie fasi del tuo passato.
Spezza lo stato, distraiti, alzati o fai altro.
Ora imposta una serie di stati utili, potenti, potenzianti, risorse che possono esserti utili e possono essere utili al te stesso del passato. Ricorda eventi, prova emozioni fino a sentire forte nel corpo e nell’aura l’intensità di questi stati positivi. Quando li senti forti ancorali premendo il pollice e indice della mano sinistra.
Stacca le dita e spezza lo stato scuotendo il corpo. Ora, testa l’ancora premendo le dita per sapere se hai ben ancorato gli stati risorsa all’ancora cinestesica.
Ora sei pronto a tornare nel tuo passato, ripercorrendo sulla tua sinistra le varie tappe. Mantieni l’ancora potenziante con le risorse attiva, premendo le dita e osserva, vivi, guarda i vari momenti del passato diffondendo le risorse che hai scelto. Qui, avendo prima stabilito un ancora per gli stati da abbandonare, potresti effettuare un collapsing anchor per ciascuno degli eventi nel passato.

Percorri momento per momento importante diffondendo le risorse. Arriva fino al momento presente e rilascia l’ancora positiva.
Ora ritorna al passato e nota se al te stesso di prima sono associati elementi in più, risorse in più. Osserva se i tuoi pensieri hanno creato collegamenti chiarificatori e se ti senti più in controllo o leggero.

Come ultima fase, ritrova ancora l’ancora con la mano sinistra, quella di risorse potenzianti e rivolgiti alla tua destra, alla tua linea del futuro e immagina di vedere i momenti in cui sarebbe stato probabile rivivere lo stato depotenziante e diffondi le risorse dell’ancora positiva.
COME SE La tecnica del “come se” è molto semplice. In pratica significa esattamente cosa intende:è il vecchio gioco che facevamo tutti da piccoli, quello di far finta di essere… un pirata, un cowboy, un indiano, una mamma, un pilota, una ballerina, …
La cornice del “Come se” è semplicemente simulare di essere come se: – fossimo già la persona che vogliamo diventare, – che avessimo già la convinzione che vogliamo adottare, – che vivessimo già come vorremmo, – che ci sentissimo già come ci piacerebbe sentirci, – che avessi già l’abitudine che vorremmo fare nostra.

Vivere la situazione nella cornice del “come se” è simile al future pace ed alcune visualizzazioni, anzi si può dire che molte visualizzazioni si basano proprio sulla tecnica del “come se”.
Vivi come se fossi già la persona che vuoi diventare e lo diventerai senza accorgertene.

DISNEY STRATEGY Questa tecnica era utilizzata proprio dal genio Walt Disney per cercare soluzioni efficaci e durature. Utilizza la tecnica delle ancore spaziali, cara a Robert Dilts, e non è un caso che fu proprio Dilts a studiare il genio creativo di Walt Disney.
Crea ancora spaziali (cerchi sul pavimento per esempio) per tre posizioni: il SOGNATORE, il REALISTA, il CRITICO.
Ancora uno stato appropriato per ciascun luogo. Pensa a una persona o a te stesso in uno stato particolarmente creativo, cosa facevi con la mente, come esprimevi la tua creatività, come ti sentivi dentro… Fai lo stessi per le altre due posizioni.
Individua la situazione da analizzare e che richiede riflessione e una risposta.

Entra nell’ancora spaziale del SOGNATORE e vedi la situazione con i suoi occhi.
Entra nell’ancora spaziale del REALISTICO e vedi la situazione con i suoi occhi.
Entra nell’ancora spaziale del CRITICO e vedi la situazione con i suoi occhi.
Ora ripeti il giro per far penetrare i suggerimenti in ciascuno dei tre. Ripeti il cambio di posizioni fino a che non hai trovato una soluzione che soddisfa i vari punti di vista.
Ora, dovresti percepire più completezza e lucidità nel risolvere la situazione.
FAST PHOBIA. TECNICQUE
Questa tecnica di cambiamento risulta molto efficace per l’eliminazione di intense paure e di fobie. La tecnica usa la ripetuta dissociazione sia visiva che cinestesica. Leggila prima di provarla, se desideri, con una paura di moderata intensità.
Per testare l’intensità di una paura, è consigliabile usare la scala da 0 a 10, dove 0 è niente paura e 10 è fobia con sintomi di sudorazione, battito accelerato, respirazione superficiale e corta e concentrazione solo su un elemento ? quello della paura.

1. Stabilisci un ancora “di salvataggio”. E’ sempre ecologicamente consigliabile in PNL in tecniche di cambiamento, fornirsi di un’ancora che provoca un intenso piacevole stato emotivo. Di modo che, in caso di difficoltà e di necessità di uscire da stati di paura forte, si abbia sempre uno strumento a portata di mano.
2. Identifica la paura. Ritrova un evento nel passato in cui hai vissuto la paura o una fobia di media intensità
3. Crea il setting di una sala di cinema e guarda il film. Ecco che qui si esprime il concetto della dissociazione. Nella versione classica della Fast Phobia Technique immagini di vedere te stesso dalla cabina di proiezione, in cui sei tranquillo e comodo. Immagini di vedere te stesso seduto in platea che guarda il film di te stesso che vive la scena che provocaVA paura.
4. Guarda il film dalla cabina di proiezione, guardando te che guardi il film sullo schermo fino alla fine e ti rendi consapevole che esiste una fine e che tutto può tornare tranquillo.
5. Ora immagina di guardare il film dal punto finale di “ok, sono sopravvissuto” all’indietro, fino all’inizio. Sì, proprio come un film muto, magari anche in bianco e nero, di Charlie Chaplin, con mosse all’indietro, camminate all’indietro, esclamazioni al contrario, insomma quasi quasi da sbellicarsi dal ridere…
6. Il termine della tecnica classica è che, dopo aver immaginato di vedere il film all’indietro per diverse volte, in BN, comico, dal ridere e ASSURDO, tu possa valutare quanto in una scala da 0 a 10 possa ora essere veramente paurosa una situazione del genere.
Molto frequentemente l’impatto cala radicalmente fino a non essere veramente percepito, hai creato confusione mentale, una dissociazione emotiva e visiva tra quello che prima era e ora ha diversi percorsi neurali. Il lavoro successivo è di testare l’incontro con l’insetto, oppure l’esposizione del discorso, o la paura che poteva essere associata a quella esperienza prima e che ora non lo è più.
Dipende come la si fa e con chi la si mette in atto, la tecnica del Fast Phobia Cure è spesso una tecnica “one shot”, cioè una volta e basta. Per una maggior efficacia, è consigliabile provarla con l’assistenza e di un coach professionista.
REIMPRINTING

Per reimprinting si intende quella tecnica per cui si può “ri-stampare” elementi del proprio passato. Questa tecnica partiva dal presupposto che noi possiamo “cambiare il nostro passato”.
La memoria del passato, e perciò quello che noi consideriamo il passato, no è fatto di eventi, è fatto di ricordi, di rappresentazioni dei ricordi, immagazzinate nella memoria. Perciò, se non possiamo cambiare gli eventi passati, poichè non esistono nell’adesso, possiamo “solo” operare sulla loro rappresentazione e percezione.
Inoltre, poichè il significato che diamo agli eventi, deriva dalle rappresentazioni interne della nostra esperienza, modificare queste rappresentazioni con il reimprinting, altera di conseguenza il significato e il ricordo emozionale legato ad esse.

Con la tecnica del re imprinting, in pratica, si fornisce il proprio passato di risorse emozionali utili per il presente, modificando collegamenti emozionali o integrandoli.

ROLE PLAY
Role play significa letteralmente “gioco di ruolo” ed è quello che significa. In PNL , il role play è una delle altre tecniche per ampliare il proprio punto di vista, per “mettersi nelle scarpe” dell’altra parte, per vedere le cose in una prospettiva diversa.
Classico e storico esempio di role play era quando Mahatma Gandhi si immedesimava appositamente con gli inglesi per comprendere il loro punto di vista e, viene considerato, che questa sua capacità, fu uno degli elementi di successo del suo atteggiamento, che lo portò ad ottenere la riconquista dell’India.
Uno psico-dramma è un role play, per cui ci si immedesima nella parte di altri, che possono essere colleghi di lavoro, famigliari, altri con cui bisogna raggiungere un obiettivo comune o risolvere un conflitto.
STATO ATTUALE E DESIDERATO
La PNL non considera sbagliate le persone, solo le loro mappe. La PNL non si permette di aggiustare le persone, sono di perfezionare le loro strutture. Le tecniche della PNL non fanno altro che trasportare la persona dallo stato attuale a quello desiderato generando un ponte, un link fatto di risorse interne alla persona. Ciò può coinvolgere il cambio di credenze, atteggiamenti, incremento di motivazione e consapevolezza, l’aggiustamento del focus e dei pensieri o la sistemazione di sensazioni legate a situazioni…

Insomma, quale che sia la parte della mappa da aggiustare, il coach (o operatore) di PNL non fa altro che ricercare e installare risorse che permettono di muoversi dallo stato attuale (da cambiare) per andare allo stato desiderato dal cliente.
Se vuoi che qualcosa cambi nella tua vita, allora qualcosa deve cambiare.
Di solito i cambiamenti più importanti e duraturi sono quelli che avvengono all’interno e che si manifestano, poi e per conseguenza, all’esterno.
Esistono però 3 condizioni fondamentali perchè i cambiamenti avvengano: 1. lo devi volere 2. devi sapere come 3. devi avere l’opportunità per effettuare i cambiamenti.
In base ad altri schemi per passare dallo stato attuale a quello desiderato, esiste anche una quarta condizione: devi essere preparato a “pagare il prezzo”, cioè a sudare per ottenere il risultato, a ripetere e a rendere il cambiamento consolidato e inconscio.
SWISH PATTERN
Lo swish pattern è una tecnica di PNL usata per insegnare al cervello una strada nuova e un’altra direzione. Questo strumento può cambiare i collegamenti neurali dei nostri pensieri, gli schemi mentali e i comportamenti. Secondo quanto dice Richard Bandler, è uno degli strumenti più potenti che lui abbia mai usato.
Lo swish pattern sfrutta il veloce processo di apprendimento del cervello quando apprende sequenze di azioni come passi di danza, cambio della marcia per guidare, o di pensieri, come certi calcoli matematici automatici, come le tabelline delle moltiplicazioni.Lo swish pattern è molto breve e divertente da mettere in atto: basta identificare lo stato da voler cambiare e anche uno stato desiderato in due immagini davanti a sè.
Dopodichè non si fa altro che immaginare che nella immagine dello stato stagnante si insinui da un angolo e in modo veloce, fino a prenderne lo spazio predominante, l’altra immagine, quella desiderata. Ripetere sempre più velocemente il meccanismo lo renderà presto automatico.
swish pattern

Mentoring : indispensabile per i nuovi imprenditori

Il mentoring è una metodologia di formazione basata su un percorso di apprendimento guidato di medio-lungo termine . E’ un rapporto formale e informale fra una persona con più esperienza, il mentor e una persona con meno esperienza, il mentee.
Il mentor è un facilitatore del cambiamento che fornisce guida, sostegno, supporto psicologico, modelli di ruolo, saperi, competenze acquisite ed esperienza con l’obiettivo della crescita personale e professionale del mentee.

Web Hosting
Nel mentoring viene spesso utilizzato, tra le metodologie anche un supporto online a distanza.
Il mentore è etimologicamente il consigliere, a guida saggia, il precettore.
La diffusione del vocabolo si deve al romanzo “Les aventures de Telemaque” di Fenelon, che racconta le avventure di Telemaco, affidato da Ulisse all’itacese Mentore, come si narra nell’odissea, prima di partire per la guerra di Troia.
Il mentoring è un metodo utilizzato in ambito sia formativo, che lavorativo, che sociale.

Il Coaching

Il coaching è uno dei più efficaci metodi di intervento per il cambiamento all’interno dei processi organizzativi e per la crescita delle persone.
Web Hosting
Le diverse forme in cui viene adottato questo metodo di “allenamento” ormai diffuso in tutto il mondo mirano essenzialmente al raggiungimento degli obiettivi, all’elevazione degli standard di performance e ad una formazione che renda l’organizzazione o la persona autonoma nel procedere con gli strumenti e i metodi acquisiti nel corso del training.
Il coaching è soprattutto: crescita, cambiamento, trasformazione e trasferimento delle risorse interne verso quegli aspetti della vita dell’individuo e dell’organizzazione che ancora non hanno raggiunto livelli soddisfacenti.

IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI

IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI
il coaching al servizio “dell’essere” e non del “dover essere”

E’ curioso come emerga spesso quando si parla di sviluppo personale un punto dolente in comune, che potremmo definire: la distanza da se stessi. Come se ci fosse una difficoltà a ritrovarsi, ad accettarsi per ciò che si è e, di conseguenza, a capire dove si vuole andare.
“Il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te”, è una frase di Paulo Coelho, un inno a volersi riappropriare della parte più vera, più essenziale di ciascuno di noi.
Quell’energia vitale, che può svilupparsi, crescere fino a diventare “un falò” o può ridursi, diventare appena evidente, o trasformarsi in brace, sotto una coltre di cenere, pronta a riprendere vigore, o peggio che mai, a spegnersi definitivamente.
E’ la fiamma della nostra più vera essenza, è quella che ci rende unici, rispetto al resto del mondo e che ci spinge a realizzarci. Ogni qualvolta seguiamo la nostra natura cresce, mentre se qualcuno o qualcosa ci fa deviare dal “nostro” cammino, si blocca o può atrofizzarsi, fino a spegnersi del tutto.
E’ qualcosa che sentiamo evidente, quando riusciamo a realizzare un sogno, quando raggiungiamo un obiettivo primario; il senso pieno della soddisfazione, dell’appagamento ce la fa sentire viva dentro di noi. E’ quello stato benefico che ci spinge ad andare avanti, a trovare nuove mete e a raggiungere traguardi più alti.

Foto di http://www.flickr.com/photos/melbow/

Articoli Simili

– IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI PARTE III (6 marzo 2014)
– IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI Parte II (17 febbraio 2014)

IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI PARTE 3

L’effetto di questo bombardamento contro corrente è visibile dall’esterno, la persona diventa insicura, non sa più qual è la sua strada, mette in dubbio i suoi obiettivi, cade nella rete dei condizionamenti, diventa incerta e, paradossalmente, finisce per affidarsi proprio a chi sembra tanto certo di come va gestito il suo futuro. In altre parole si perde di vista e crolla l’autostima.
Che fare? Come sempre non ci sono ricette valide per tutti, ognuno ha il diritto di trovare la propria, attraverso quegli ingredienti soggettivi e particolari, sapientemente calibrati, che consentono di recuperare piano piano il piacere di guardarsi dentro e di dire con soddisfazione: ok, ci siamo, sono sulla buona strada.
Cominciamo a riconoscerci, a dare valore alla nostra diversità, unicità, originalità: chiamiamo come vogliamo il nucleo più autentico che appartiene solo a noi. A volte, può essere utile cominciare ad essere tolleranti verso se stessi, a voler bene anche ai propri difetti, o ai cosiddetti limiti. E’ un punto di partenza.
Se è vero che è giusto crescere, migliorarsi, andare avanti, allora cominciamo a soffiare sulla cenere, scoviamo le scintille da alimentare, rivitalizziamo fiammelle deboli, facciamo esplodere nuovamente la voglia di vivere e di seguire la strada che ci appartiene di diritto.

 

Articoli Simili

– IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI Parte II (17 febbraio 2014)
– IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI (12 febbraio 2014)

IL VERO IO E’ QUELLO CHE TU SEI Parte II

I condizionamenti subiti, più o meno evidenti, più o meno sottili, lasciano una traccia indelebile: genitori che impongono un modello di vita, mete, ambizioni che il figlio non condivide, non sente proprie, ma a cui finisce per cedere; insegnanti che non valorizzano la ricchezza della diversità di ciascun alunno, ma, al contrario, pretendono allievi “modello”, secondo il loro “modello”, penalizzando l’errore, invece di utilizzarlo per far capire come meglio bisogna procedere.

Si fa pesare il fallimento, l’insuccesso. Ma il fallimento è tale solo se non lo si considera un risultato, anche se negativo e distante dai propri desideri. Il termine risultato invita a guardarsi indietro, a scoprire un metodo più efficace per arrivare alla meta con meno difficoltà e più soddisfazione.
Ma anche un partner può contribuire a sminuire, a far deviare l’amato o l’amata che non corrisponde alle sue aspettative, cercando di riportarlo sulla (sua) retta via. Stesso discorso vale per un capo sul lavoro.